Giorgia De Marchi: Vivere a piena voce, a 27 anni. Il ritratto di una donna di successo tra identità, rottura e visione
- Andrea Coscia
- 3 lug
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 7 lug
C'è chi costruisce la propria vita mattone dopo mattone, con pazienza e metodo. E poi c'è chi nasce con una fiamma dentro che non ammette pause: Giorgia De Marchi è di questa seconda categoria.

Giorgia De Marchi in uno shooting - Rubrica: Il Successo delle donne
Ventisette anni, nata nel 1999 a Udine e crescita a Cividale del Friuli: una città di confine, nel senso più profondo del termine. Ha già attraversato mondi che per molti rappresentano traguardi separati e lontani. La danza classica a 5 anni. Lo sci agonistico a 6/7. La vittoria di Miss Mondo Friuli Venezia Giulia nel maggio 2025, una donna che incarna emozioni contrastanti. Un corso universitario a Torino, una Laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali ed una specializzazione in cooperazione internazionale per lo sviluppo e in studi americani. Una parentesi formativa liceale con indirizzo linguistico con il duplice diploma Esabac, che le ha fornito una metodologia: analitica, scientifica, profondamente diversa.
Oggi: progettista europea per la Regione Friuli Venezia Giulia, collaboratrice nel mondo del calcio con la società Udinese, ambasciatrice inconsapevole di un modo di essere donna che rompe ogni categoria.
Quattro lingue parlate. Una determinazione che non si negozia. E una rara capacità di stare in molti mondi contemporaneamente senza dissolversi in nessuno.
— I —
Occupare molti spazi: libertà o esposizione?
La prima domanda che abbiamo posto a Giorgia tocca il cuore di una tensione che molte donne conoscono: quando sei visibile in troppi ambiti: istituzionale, estetico, sportivo, sei più libera o più esposta?
"Non mi sento né carne né pesce: non sono solo l'estetica e non sono solo l'amministrativa. Questo mi dà molte possibilità, ma mi espone a un giudizio continuo."
Cresciuta fino ai 14 anni senza un cellulare, Giorgia ha vissuto sulla propria pelle il salto culturale imposto dai social: la grande esposizione, la poca libertà di decisione. "Quando ho vinto Miss Mondo Friuli Venezia Giulia, le foto erano già ovunque prima ancora che potessi scegliere come presentarmi", racconta. Segue il calcio da quando aveva 5 anni, dal 2023 rappresenta come hostess l’Udinese calcio, lo stadio rappresenta per lei networking autentico: ma anche la costrizione di dover dimostrare ogni volta di essere all'altezza di un ambiente ancora fortemente maschilista. E in Regione, dalla sua prima comparsa negli uffici, le è stata rivolta quella domanda non formulata ma perfettamente leggibile in certi sguardi: come ci sei entrata?
Non è amarezza, nella sua voce. È lucidità.
— II —
Il Corpo come primo Maestro
Prima ancora che la mente impari a nominare il mondo, il corpo lo conosce. Giorgia ha iniziato a danzare all’età di 5 anni, e gareggiava sugli sci poco dopo. «Ho imparato a reagire al pericolo, a capire fino a dove posso spingermi e dove devo fermarmi. Il corpo è più veloce della testa», dice. Un anno intero dedicato allo studio del corpo umano, alla lettura della musica con la pianista, alla comprensione di ogni limite e di ogni possibilità fisica. Non solo tecnica: formazione di sé.
È questa consapevolezza somatica a distinguerla, quella capacità di abitare il proprio corpo come uno strumento di conoscenza, non solo di performance.
— III —
Cividale: una frontiera come visione del mondo
Crescere in una città di frontiera lascia un segno. Il padre di Giorgia è metà carnico e veneto, la madre è di origine slava. Cividale del Friuli, a pochi chilometri dalla Slovenia, è un luogo dove le identità si sovrappongono e si contaminano senza cancellarsi. «Per me non esiste il concetto di straniero», afferma con la naturalezza di chi ha respirato pluralità dal primo giorno. «È una terra di tutti e di nessuno.»
Eppure, da giovane, quella frontiera le sembrava un limite. È partita per Torino, per studiare, per essere indipendente, per trovare se stessa a distanza da casa. Poi, dopo la Francia, il ritorno diverso, maturo, scelto. Oggi vive a Trieste, città di passaggio per eccellenza, e lavora in ambito transfrontaliero. Come se il territorio avesse sempre avuto ragione su di lei.
— IV —
Invisibilità come privilegio
Progettista europea: un ruolo quasi del tutto invisibile al grande pubblico, eppure cruciale per il futuro concreto dei territori. Giorgia lo vive come una risorsa. «L'invisibilità mi dà maggiore libertà. Riesco a fare il mio lavoro senza la paura continua di sbagliare. La politica ti espone, la politica divide.» In un sistema dove l'esposizione viene spesso confusa con il valore, la sua scelta di operare nel silenzio dell'amministrazione è quasi un atto sovversivo.
— V —
Il Successo che cambia le relazioni
Ma il successo ha un costo. Giorgia non lo nasconde: ci sono amicizie che l'invidia ha eroso, relazioni affettive in cui la sua competenza e la sua visibilità hanno generato insicurezza nel partner invece di solidità. «Ho visto persone cercare di sminuire quello che ho costruito», dice. Non con rabbia, con la consapevolezza di chi sa che certi percorsi si fanno inevitabilmente da soli.
Si è costruita da sé. I suoi genitori, entrambi lavoratori senza titoli universitari, le hanno trasmesso il valore del lavoro come riempimento autentico dell'esistenza. Il resto: le certificazioni linguistiche, gli stage, le opportunità europee, se l’è costruite lei stessa, grazie alla sua ambizione, alla sua capacità di trasformare la curiosità in competenza.
— VI —
Cosa Cambierebbe
Le abbiamo chiesto una sola cosa: cosa cambierebbe nel sistema italiano per rendere più facile il percorso delle donne giovani e competenti. La risposta è diretta, senza filtri: «Cambierei il Governo.» E poi una riflessione più ampia: «Bisogna iniziare ad ascoltare davvero le donne. Ascoltare davvero i cittadini. Il voto è in mano al popolo — ma solo se il popolo viene ascoltato prima.»
Giorgia De Marchi è la prova vivente che il successo non si declina al singolare. Si moltiplica. Si diffonde. E quando appartiene a una donna che sa stare nel mondo con questa intensità, diventa qualcosa di più grande: un'indicazione di rotta per chi verrà dopo.



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